Toast col ferro da stiro

Jonathan, 1D, racconta un modo creativo per cucinare con … un ferro da stiro!

Arrivo in cucina e mi ritrovo sul tavolo: il pane, i cubetti di prosciutto crudo, la scamorza e… il ferro da stiro?!
Io, con la mia faccia stupita, chiedo a mia mamma:
-Mamma, perché c’è un ferro da stiro in cucina?
Ho pensato: avrà stirato in cucina, anche se era strano stirare in quella stanza.
Lei sorridendo ha risposto:
-Serve per cucinare il toast, mi sembra ovvio!
Io ho cercato di capire come poteva essere utile un ferro da stiro.
Servirà per schiacciarlo? Per bloccare la porta? Per darlo in testa al babbo o al mio gatto nel caso rubino qualcosa per mangiarlo?
Infine ho rinunciato a fare ipotesi e ho chiesto a mia madre la risposta tanto attesa.
Lei, con quel ghigno trattenuto, per la quantità di ipotesi formulate, disse:
-Non ne hai azzeccata una! Serve a cuocere il toast con dentro il prosciutto e la scamorza!
Non ricordo esattamente cosa ho pensato, ma so che sono rimasto in silenzio, mentre le immagini di un ferro da stiro, mi passavano nella mente e la curiosità mi stringeva lo stomaco.
Ma torniamo indietro a quando un giorno la mamma mi era venuta a prendere a scuola in macchina.
Durante il tragitto verso l’Eurospin mi aveva raccontato che sabato ci saremmo divertiti a fare i toast in un nuovo modo.
Avevamo comprato gli ingredienti: pane da tramezzini, cubetti di prosciutto cotto, scamorza e burro.
La mamma mi aveva dato poche notizie e io ero tanto curioso.
Sabato mattina ho finito i compiti in fretta e subito ho chiesto a mamma di iniziare a cucinare; mi sono messo a osservare la preparazione.
Il pane imburrato e farcito è stato avvolto nella stagnola, poi mamma ha appoggiato il ferro da stiro caldo e cotto il toast quattro minuti per lato.
Ma la mia impazienza cresceva, volevo arrivare al dunque.
Finalmente “il toast” era pronto, l’ho preso e l’ho scartato come se fosse un pacco regalo.
Ho sentito un buonissimo profumo, e neanche il tempo di guardarlo che subito l’ho messo in bocca.
Il sapore era burroso e morbido, ne avrei mangiati altri quattro.
Infine è giunto il mio momento di cucinare; ho eseguito tutti i passaggi: imburrare il toast, farcirlo con la scamorza e i cubetti di prosciutto crudo, chiudere il toast e schiacciare i bordi seguendo il perimetro, poi avvolgerlo nella stagnola e cuocerlo.
Questo è un piatto che posso cucinare anche da solo dall’inizio fino alla fine.
Con altre ricette la mamma non mi permette di fare tutto in autonomia, ha sempre paura che mi tagli, mi bruci col forno o che mandi a fuoco la casa coi fornelli.
Una delle parti più divertenti sono state le pennellate di burro, mi sentivo un cuoco-pittore. Il primo l’ho fatto assaggiare alla mamma: ero stato bravo ed era buono.
Il secondo l’ho preparato per il babbo, che non capiva perché ci fosse il ferro da stiro in cucina; anche lui mi ha fatto dei complimenti, era proprio buono.
Non vedo l’ora di ripetere l’esperimento perché cucinare da solo mi fa sentire autonomo e soddisfatto e poi il sapore era proprio buono e non è da tutti i giorni cucinare col ferro da stiro.

Jonathan
1D