La storica Venezia e la sua attualità

Acqua alta a Venezia: è allarme climatico.

I cambiamenti climatici sono sempre più presenti e ne è la prova la storica città di Venezia, vittima di un grave allagamento reso più pericoloso dalle piogge intense concentrate nelle ultime settimane.

Questo diluvio è avvenuto nella notte tra il 12 e 13 Novembre 2019 ed è l’alluvione che ha causato il più alto livello di sempre delle lagune, anche più importante dell’Acqua Granda del 1966.

L’acqua alta è dovuta all’anormale velocità dei venti che hanno spinto la pioggia verso la laguna, facendo alzare la sua marea fino a 187 cm sommergendo l’85 % di Venezia.

Nello stesso periodo Matera veniva sommersa da un fiume fangoso provocato da un forte temporale di intensità inaudita.

A Porto Cesareo, in Puglia, si stava contemporaneamente abbattendo una grossa tromba d’aria che faceva volare via le barche del molo.

Un anno fa, la Tempesta Vaia, nel Nord Italia ha cancellato una parte dei boschi con venti di velocità superiori ai 220 km/h. “Qui oggi sono esondati 30 torrenti e si sono schiantati 600.000 alberi!”, diceva il sindaco di Rocca Pietore, in provincia di Belluno.

Quel che ne resta è un manto di tronchi abbattuti, rimasti sopra al fango che per questo diventano un pericolo per le frane.

Questi gravi problemi fanno notizia per il numero di cittadini che sono state vittime delle vicende.

Ma questo non è solo il momento di preoccuparsi ma il momento di agire, perché ora è solo l’inizio del destino con cui dovremmo poi fare i conti!

Dati:

Nel 2009 sono stati registrati 213 eventi climatici anomali in Italia ma nel 1999 se ne sono contati 17. Questo vuol dire che i fenomeni atmosferici estremi stanno aumentando con rilevante velocità.

Se non interverremo a livello globale per contrastare le cause dei cambiamenti climatici dovremmo comunque dotarci di strumenti di adattamento più efficaci per affrontare quella che tra pochissimo tempo sarà considerata normalità.

Viola Malaguti, 2A

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