Gita a Roma: pensieri personali

Con la mia classe sono andato a Roma. Avevo già visitato molte città, ma soltanto in un giorno e per Roma ce ne erano ben tre… così pensavo di poterla visitare molto tranquillamente. Ma mi sbagliavo di grosso!
Roma è una città immensa che bisognerebbe visitare con calma non basterebbe nemmeno una settimana. Dei Musei Vaticani abbiamo visto una minima parte molto in fretta invece io avrei voluto soffermarmi molto di più su tutte le opere.
Comunque quello che ho visto era stupefacente ma vorrei tornarci per ammirarli meglio. La Cappella Sistina era fatta quasi unicamente da dipinti magici. La Basilica di San Pietro mi ha dato una sensazione colossale e mi sentivo piccolissimo. Un’emozione grandissima è stata quando ho visto il Papa. Pensare di essere a pochi centimetri da una persona che normalmente puoi vedere solo in tv era effervescente ma allo stesso tempo sembrava una persona normale. La predica è stata molto coinvolgente ma lo sarebbe stata di più se non si fosse ripetuta moltissime volte in altre lingue. Ma il modo di spiegare del Papa era bellissimo!
Quando Il Papa ha finito, qualche persona tra cui me compreso è andata a rinfrescarsi. Lì ho visto la mia vecchia amica della materna di nome Alice e ci siamo scambiati due parole: mi è sembrato di fare un tuffo nel tempo; era rimasta sempre uguale. Poi siamo tornati dalla nostra classe accompagnati da alcune maestre. Ci siamo seduti all’ombra per riposare. Poche ore dopo siamo arrivati all’ Anfiteatro Flavio detto anche il Colosseo. Era il doppio di quello che immaginavo: come dice il suo nome era colossale! Il contesto poi era bellissimo, circondato da ulivi e con dietro l’arco di Trionfo.
Siamo tornati in albergo con il l’autobus aperto e molte persone si sono addirittura addormentate. Il giorno dopo ci siamo svegliati tutti un po’ tristi perché sapevamo che la gita era agli sgoccioli. Siamo andati alle Terme di Diocleziano dove si trovavano molti reperti emersi dagli scavi. Nel ritorno a Bologna ci siamo divertiti in treno perché abbiamo scherzato e giocato. Quando il treno è arrivato a Bologna i genitori ci hanno fatto un applauso e io mi sono sentito molto imbarazzato ma anche molto felice. Mentre ero in macchina però ho sentito un velo di tristezza avvolgere il mio cuore. Ma per fortuna la felicità ha scacciato il velo e della gita mi è rimasto il ricordo unico della felicità.
Alessandro Becca 5^A modulo

Lascia un commento