Il periodo del Natale

pupazzo neve E’ strano pensare a come passavo i Natali della mia infanzia. Erano fantastici, mi ricordo ancora il giorno della vigilia, tutti seduti a tavola a mangiare il pesce che aveva preparato il nonno; la tavola, era stupenda, con la tovaglia rossa a disegnini dorati, le candele su quei magnifici candelabri blu e argento, i bicchieri di cristallo… e poi c’erano loro: i genitori e i nonni. La sera il nonno andava sul tetto, e mi lanciava giù i cioccolatini, fingendo di essere Babbo Natale. Poco dopo i miei genitori mi dicevano di correre a letto, perchè sennò Babbo Natale non sarebbe venuto. La mattina di Natale mi svegliavo e correvo subito in sala a guardare sotto l’albero: lì trovavo sempre tanti regali. Allora papà mi faceva sedere sul divano in mezzo a tutti i regali e mi faceva le foto. Ed ecco il momento tanto atteso, l’apertura dei regali!
Era bellissimo, la sorpresa nel vedere quel che mi avevano regalato e cominciare a giocare subito isolandosi da tutto e da tutti. Poi il pranzo: mangiavamo sempre tortellini, lasagne e manzo; il dolce era sempre quello di tutti gli anni, il tronchetto. Dopo pranzo ritornavo a giocare e continuavo fino a sera. Il giorno dopo, S. Stefano, ci si ritrovava con zii e cugini e ci si scambiavano i regali, poi la maggior parte delle volte si guardavano foto e filmati di quando io e i miei cugini non erano ancora nati. Però adesso tutto è cambiato, i nonni non fingono più di essere Babbo Natale e la Befana; i miei genitori comprano i miei regali mentre sono con loro; tutti i giochi che facevamo insieme non si fanno più, tutte le foto che scattava papà, non le scatta più e a me tutto questo manca. Non pensavo che diventare grande sarebbe stato così: vorrei tornare indietro nel tempo e rivivere ancora milioni di volte tutta la mia infanzia. Adesso che il Natale è cambiato, vorrei tanto che le cose tornassero come una volta, non desidero più crescere: questa età è magnifica e so che quanto più cresco, tanto più tutto cambia e non mi piace. Anche se ho già tredici anni mi sento ancora una bambina e mi piace ancora guardare cartoni come Bambi e Cenerentola, comprare Barbie di tutti i tipi… E ora, ripensando al Natale, capisco che sto crescendo e non c’è nulla che lo possa evitare.

Michelle Cassanelli 3A

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