Le Foreste e la “Magica Rosa”

Barlow, un mago molto potente, era stato rapito da Jinko, il suo rivale cattivo.
Sakran, un suo caro amico, decise di andarlo a salvare, perché soltanto Barlow sapeva dove trovare “la magica Rosa” per poter salvare la sua fidanzata Aquelin, colpita da un’antica malattia.
Sakran allora decise di partire per la reggia di Jinko; non potendo fare tutto da solo chiese aiuto a suoi vecchi amici di vacanza: Reginald, Jon e Wervyng.
Reginald è un umano figlio di un re lontano.
Jon è mezzo umano e mezzo mago, perché suo padre era umano e sua madre una fata; quindi lui ha ereditato parte dei poteri della madre.
Wervyng è mezzo umano e mezzo elfo; suo padre era un elfo e sua madre un’umana. Il padre prima di morire aveva donato a Wervyng un antico arco elfico di grande valore e anche un flauto elfico che serve per aprire tutte le porte.
Allora tutti insieme partirono, attraversarono il fiume Magico e arrivarono alla Foresta Blu, un bosco fatto tutto di alberi blu, con frutti blu e fiori celesti.
Si inoltrarono in questo mondo Blu; passò tutta una giornata da quando erano entrati e, visto che era calata la notte, si fermarono per riposare.
Mentre mangiavano, sentirono dei rumori ma non diedero loro tanto peso, a parte in un momento, quando li sentirono vicinissimi, ma non successe nulla; così si addormentarono.
La mattina seguente trovarono una lettera scritta con inchiostro blu, diceva: “Siete amici o nemici? Comunque vi conviene andarvene dalla Foresta Blu, oppure, per passare dovrete trovare la famosa pietra Blu del nostro regno, posseduta dal drago Shink. La Regina”
Sakran si rivolse a Jon: “Tu coi tuoi poteri riusciresti a sconfiggere un drago ?”
“Certo, senza alcun problema”.
“Ok, allora andiamo a cercare questo drago”.
Partirono alla ricerca del drago; si trovarono davanti ad una caverna, lì dentro ci doveva essere il drago. Dopo un po’ che aspettavano si trovarono davanti ad una bestia enorme.
Jon si fece avanti, erano tutti sbalorditi, perché creò una bolla gigantesca che scagliò contro il drago, esso al contatto con la bolla svanì nel nulla ed al suo posto comparve un bellissimo Zaffiro.
“Ecco, è la pietra!” esclamò Wervyng.
“Bravissimo, ce l’hai fatta Jon!” Sakran era felicissimo.
Tutto il gruppo udì una voce che diceva: “Bravi, avete superato la prova! Ora potete continuare il vostro viaggio, ma permettetemi di farvi un regalo”.
Dal cielo si calò una piccola armonica blu. “Questa vi servirà”.
Dopo quest’ultima frase il gruppo si ritrovò in una Foresta Viola, ogni cosa era viola o glicine, tutto era stupendo.
Quando arrivarono era ormai sera, quindi si fermarono per riposare.
La mattina seguente si incamminarono per un sentiero, lì, lungo il percorso trovarono una porta e risentirono la consueta voce, diceva: “Questa prova è di intelligenza, per poter passare dovrete risolvere il dilemma di questo strano oggetto”.
Ed apparve dal nulla una pigna, le cui scaglie legnose ruotavano e formavano delle parole.
Reginald si offrì volontario dicendo: “Vorrei risolverlo io, posso?”.
“Certo!”.
Allora Reginald si mise al lavoro per una dozzina di minuti e poi, soddisfatto, disse: “Bene! Sono riuscito a finire, sulla pigna c’è scritto: se il vostro viaggio volete continuare, dentro al magico cofanetto dovrete cercare”.
“Quale cofanetto?” chiese Jon.
Wervyng gli rispose:“Quello!!”.
Era un piccolo cofanetto di velluto che al suo interno aveva della seta e un’Ametista.
Quando Reginald toccò la pietra, furono trasportati nella Foresta Gialla.
Quando vi arrivarono, videro un albero con su scritto: “Benvenuti nella Foresta Gialla, però attenti, a voi che entrate può succedere di tutto”. I quattro membri del gruppo erano paralizzati dalla paura, allora decisero di riposare un po’.
Mentre erano fermi, videro una porta volante, che passava loro davanti, erano tutti sbalorditi, quindi decisero di inseguirla.
Dopo molto che correvano la porta si fermò di colpo, provarono ad aprirla ma era chiusa.
Sakran disse: “Wervyng, tu che hai il flauto elfico, non potresti aprire la porta?”.
Werving era molto indeciso, era un dono di suo padre morto da più di dieci anni e lui sapeva che quel flauto si poteva usare solo due volte…..avendolo già usato una volta, si sarebbe sgretolato. Quindi gli sarebbe rimasto solo l’arco ma, tenendo tanto ai suoi amici, lo usò. Così la porta si aprì, ma prima di passare trovarono una Giada, dopodiché entrarono nella Foresta di Diamante.
Quando vi entrarono non videro nulla, perché era tutto trasparente, allo Sakran disse: “Ma come faremo? Qua non c’è nulla”.
“Scusa, tu coi tuoi poteri, non potresti fare qualcosa?”.
“No, credo di no, ma ci proverò”.
Allora si videro delle luci che accecarono Sakran, Jon, Wervyng e Reginald.
“Grande Jon!!” si congratulò Wervyng.
“Ma io non ho fatto nulla”.
All’improvviso apparve una colomba bianca, che raccontò: “Io sono Dewin e vi guiderò nel Regno di Diamante. Qui voi non vedete niente perché siete impuri, cioè non siete stati leali con voi stessi: ognuno di voi nasconde un segreto, se lo racconterete apertamente, potrete vedere questo meraviglioso mondo”. “Oh” dissero in coro.
“Inizierò io” disse Sakran, poi continuò: “ Per partire dal principio, in realtà io vi ho convocati al mio palazzo non solo per salvare il nostro amico Barlow, ma perché solo lui sa dove si trova la magica Rosa. A me serve perché Aquelin, la mia fidanzata, è malata e si può curare solo con essa”.
Poi a turno parlò ognuno.
Reginald aveva partecipato a quell’avventura per scappare da casa.
Wervyng in realtà non aveva mai conosciuto i suoi genitori, perché erano morti quando lui era piccolo e l’arco con il flauto gli erano stati regalati dai genitori che l’avevano adottato.
Jon raccontò che lui tempo prima era andato in prigione, perché aveva usato i suoi poteri per svaligiare una banca.
Quando tutti finirono di parlare, si alzarono in cielo, fecero tre giri e tornarono nella foresta.
Era una foresta stupenda, rimasero senza fiato, poi arrivò la colomba che disse: “Bravi, avete superato la prova: questo è vostro” ed indicò un Diamante. “Adesso potete raggiungere la Foresta Verde”.
E, come per magia, si ritrovarono nella Foresta; quando, dopo essersi riposati, decisero di ripartire, arrivò una volpe con in bocca una lettera.
Sakran la prese e iniziò a leggere ad alta voce: “Perdete tutta la speranza! Non riuscirete mai ad arrivare in tempo alla mia Fortezza per salvare Barlow e di conseguenza Aquelin.
Jinko”
“Noooo! La mia speranza durerà per sempre, non mi fermerò mai! La speranza è infinita!”.
Sakran urlò questa frase, ma intanto le lacrime iniziavano a scendere; poi la ripeté altre tre volte ed apparve una foglia che quando si bagnò delle lacrime di Sakran si trasformò in uno Smeraldo.
Quando successe questo, arrivò una nuvola che li portò fino alla Foresta Rossa.
Decisero però di non fermarsi, il tempo stava stringendo.
Si incamminarono per un sentiero e lì apparve Aquelin che disse: “Amore, torna indietro, mi serve il tuo aiuto!”
Sakran si precipitò verso di lei, ma quando la guardò negli occhi si accorse che stava mentendo e disse: “Tu sei solo un’illusione creata da Jinko per farmi tornare indietro, vattene” e la figura sparì, al suo posto apparve un Rubino con sopra un’iscrizione: “Se al castello di Jinko prima del tempo volete arrivare, dentro al mantello dovrete passare”.
Continuarono per il sentiero ed arrivati davanti ad un albero dove vi era un mantello, Reginald disse: “Mi offro per passare dentro al mantello”.
“Ok, ma ho un’idea per fare prima” Sakran continuò “Quando sarai dentro al mantello dovrai dire: Oh mantello, Vorrei essere dentro al castello, per salvare Barlow dovrei arrivare
dentro alla stanza dove è imprigionato e finalmente poterlo aiutare, per tornare indietro qui vorrei poter ripiombare. Siamo d’accordo?”.
Reginald fece così e neanche in un minuto, ritornò con Barlow.
Il mago disse: “Grazie, mi avete salvato, in che modo posso aiutarvi?”
“Portaci alla Magica Rosa”.
“Credo di non potervi esser di aiuto, per poterla usare servono le sei pietre”.
“Ma noi ce le abbiamo!” e Sakran le porse a Barlow.
“Ce l’avete fatta, superando ogni prova; perché ogni pietra rappresenta qualcosa:
• Blu, il coraggio
• Viola, l’intelligenza
• Giallo, l’altruismo
• Diamante, la lealtà
• Verde, la speranza
• Rosso, l’amore
Cioè Zaffiro, Ametista, Giada, Diamante, Smeraldo, Rubino.
Grazie a queste pietre possiamo creare una passaporta perché ogni pietra è magica, è un amuleto”.
Barlow mise le pietre in cerchio, poi ognuno vi entrò e si trovarono in uno stupendo bosco tutto fatto d’argento.
Il gruppo seguì Barlow ed entrò in un patio, al suo interno c’era la Magica Rosa. La raggiunsero e Barlow la prese in mano; era formata da sei petali, dove si incastonavano perfettamente le pietre.
Quando tutte le pietre furono messe al loro posto, il gruppo iniziò a volteggiare e gli amici apparvero dentro alla casa di Sakran, dove c’era Aquelin che stava male.
Barlow si avvicinò alla ragazza, le fece volteggiare sopra la rosa per sei volte.
Lei si alzò dal letto e disse: “Finalmente sono guarita!” e tutti vissero felici e contenti.

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