Tre Tautogrammi Tra Tanti

Il Tautogramma è un testo che presenta la maggior parte possibile dei vocaboli che inizino con la stessa lettera dell’alfabeto. Un gioco divertente per arricchire il proprio lessico … e direi che gli alunni della classe 2^B se la siano cavata egregiamente!

Alessandra aveva un amico ad Ancona.  Amava annusare alberi ad Aprile, ammirare aquile alzarsi alte all’alba, annaffiare acacie, aspettare assieme ad Andrea l’arrivo di antichi attori e artisti. Adoravano addestrare animali, attorniati di anatre arcobaleno e asini argentati. L’avvenente Andrea ammirava Alessandra e ardiva ad andare assieme ad architettare avventure all’arcipelago africano. L’allegria aleggiava attorno agli amici, anime aggiogate dall’amore altruistico.” Arianna Lazzerini

Il sole splendendo scrutava storpietà e secchezza stabilire severamente da soli il comando sulla selva selvaggia. Saltati sei secondi, storpietà e secchezza scapparono seguiti dal sole e si sottrassero in posti spenti senza luce. Un sollievo si sommerse nella selva selvaggia, schiarendo splendore e sensibilità.  Diana Ciobanu

Frugando con la faccia fuori dalla finestra, tentai di fissare dei fiori, per provar a frenare le mie forti frivolezze e i miei feroci fallimenti. Da un po’ non si facevano più sentire i fischi fugaci nella mia folle mente.”  Adele Leggio

… tutti i tautogrammi:  https://docs.google.com/a/montesp.istruzioneer.it/document/d/1LVMKd-WXPwFc6MNCi8PUtHxw5uyaheDqpkIKLBBYBSg/edit?usp=sharing

 

                                                            

 

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Il libricino misterioso

libro-segreto-1
– DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN !!!!!!!!!!!!!!!!-

Ho un mal di testa tremendo e la sveglia accanto a me non è certo un grande aiuto … cerco di aprire gli occhi, ma a quanto pare pure loro vorrebbero rimanere a dormire un altro po’. Infine, mi ricordo che alle prime due ore ho la verifica di algebra, cosa che ovviamente non mi aiuta, ma con la sveglia che continua a trillare non posso fare altro che alzarmi dalle calde coperte .. ora che ci penso è una grande ingiustizia quella di dover andare a dormire con il letto freddo e di doversi alzare il mattino con il letto bello caldo … dopo questa breve riflessione e aver messo le pantofole, decido di dirigermi verso il bagno; in seguito ad una bella doccia, all’essermi truccata e pettinata i capelli, punto per un secondo lo sguardo verso la sveglia e ciò mi basta per farmi correre giù in cucina,dove, una volta entrata, saluto i miei, prendo la cartella e corro verso la fermata dell’autobus.

Faccio molta fatica, perché la cartella non è molto leggera e la fermata è a cinque minuti di cammino da casa mia.

Eccomi qui, davanti alla fermata: non faccio in tempo a fare un sospiro, che l’autobus percorre la curva della strada venendomi incontro; salgo decisa e scorgo in fondo al bus Francesca, la mia migliore amica; purtroppo il viaggio non è molto lungo e un quarto d’ora di chiacchiere passa molto velocemente.

Scendo dal bus e, mentre mi incammino diretta alla scuola,  ripasso allo stesso tempo algebra; mi sto muovendo con la grazia di un elefante, così sbatto contro qualcuno: alzo lo sguardo e noto un signore poco più alto di me, molto magro, con la fronte coperta da un berretto e, dal naso fino ai piedi, imbacuccato in un giaccone di pelle.

Rimango un po’ incupita e sussurro uno -scusi- ma lui non mi calcola e continua per la sua strada; mentre sto tentando di raccogliere il librone di algebra, vedo, vicino al mio, un libriccino per gli appunti … sembra molto vecchio e consumato, la copertina di pelle consunta, i fogli all’interno anch’essi molto rovinati, ma si intravedono degli strani disegni e simboli, con degli appunti.

Scollo per un secondo lo sguardo dal libricino misterioso e mi accorgo che il signore non c’è più, provo ad urlare -SIGNORE!- ma sono solo io nel piazzale vuoto.

E’ appena finita la scuola, la verifica è andata bene….almeno spero, comunque le altre cinque ore le ho passate nel tentativo di decifrare il libretto; ora sono in autobus e sto ancora pensando al fatto del libretto: decido di ritirarlo fuori per la millesima volta dalla tasca, ma non sento niente, la tasca è vuota …  un po’ nel panico, guardo nell’altra tasca … niente. in quella dello zaino …niente. nella borsa …niente. Okay, questo è il momento di andare nel panico.

Mi rassegno: ho perso il libricino. Scendo dal bus, saluto della gente lì alla fermata e mi incammino verso casa.

Una volta davanti al grande portone che mi separa dal morbido divano e dalla stufa calda, metto la mano dentro alla tasca e … non ci credo … non mi sembra vero: il libricino era tornato e sono molto felice di ciò: non so neanche io perché ,ma sono comunque felice.

Decido di entrare in casa; butto lo zaino sul divano, tiro via le scarpe, corro su in sala e mi lancio letteralmente sul divano. Lì comincio a riguardarmelo e scorgo una pagina più leggibile di altre: mi soffermo a leggere, parla di fortuna, di persone che sono diventate avide … a leggere meglio, questo sembra più un diario, ma ha un non so che di strano. Apro una pagina a caso e ci trovo scritto: -punto 1- mi hai trovato-, nella pagina successiva: -punto2- ti arricchirai a dismisura, poi -punto 3- perderai tutto e tutti, -punto 4- # # #

Non so cosa siano quei segni, ma non voglio dargli troppa importanza e neanche al resto: a dire il vero, ci vuole ben altro per spaventarmi….

– DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN !!!!!!!!!!

Rieccoci di nuovo, è cominciata un’altra settimana, mi porto dietro sempre il classico libretto, non me ne separo mai.

Come gli altri giorni mi sto incamminando alla fermata, quando per terra trovo una banconota da €5. Rimango un pò stupita, ma non ci do troppo peso. Sono arrivata in anticipo e trovo nel piazzale della scuola un’altra banconota da €5 … la cosa si fa un po’ strana ,ma continuo a considerarla una giornata un po’ così.

Sono appena tornata a casa: ho €20 in tasca trovati per caso, non ci posso credere …

E’ un mese che va avanti così e mi sto arricchendo a dismisura…il totale a quanto pare è di circa €400: è fantastico!

Adesso non lo trovo più bello, ho scoperto che tutti i soldi appartenevano a persone a me care e non so come abbiano fatto a trovarsi in quei posti, ma i conti quadrano purtroppo. I miei genitori non mi hanno creduto e mi hanno mandato in collegio; il libretto l’ho buttato via, adesso non ho in tasca neanche un soldo bucato, i miei non li trovo più …credo che quel libretto fosse maledetto e che la sua sfortuna sia stata condivisa con me.

Cerco invano di darmi forza: spero di potermi rimettere prima o poi, ora, boh, non so cosa mi aspetterà, è accaduto tutto come scritto nel libro. Magari il punto 4 si riferiva a questo? So solo una cosa: non auguro a nessuno, neanche alla persona più malvagia al mond,o di patire ciò che è capitato a me.

Erika D’Ambrosio – classe 3^E

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Scuola e privacy: nuove regole per la scuola digitale

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato recentemente nuove regole per la tutela della privacy a scuola. L’obiettivo è quello di indicare le linee guida per un corretto utilizzo delle nuove tecnologie in ambito scolastico. La materia è complessa e interessa molteplici ambiti: si va dagli smartphone e i tablet ai social network; dalle pagelle elettroniche alle iscrizioni on line.

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Diario di Dafne

04-10- 2010
Caro diario,
è la prima volta che scrivo a qualcuno che non può nemmeno rispondermi, ma tutti dicono che funziona come uno sfogo personale, allora perchè non provarci?
Incomincio subito col presentarmi: mi chiamo Dafne, avrò 14 anni tra 1 mese, 3 giorni e 21 ore. Vivo nel centro di Londra, ma sono nata in Italia, ho dei lunghi capelli rossi, che di solito tengo legati con un fiocco blu.
Oggi, con la mia classe, sono andata al museo sotto il municipio, è stato piuttosto noioso, ma sempre meglio che fare lezioni in una piccola aula scolastica.
Ero anche molto triste, perchè avevo litigato con Katy, la mia migliore amica. Il motivo è stato un po’ sciocco, ma di questo non voglio parlarne visto che si è già tutto risolto. Io da grande vorrei fare la giornalista o… cosa un po’ azzardata, l’attrice. Oltre che a sfogarmi ho incominciato a scrivere questo diario anche per questo motivo: penso che mi può essere utile per esercitarmi a scrivere meglio. Uffi sono già le 23.00 e domani ho scuola e purtroppo anche la verifica di storia. Mi sono scordata di ripassare, quindi mi sto già preoccupando per la ramanzina che mi farà mia madre, visto l’insufficienza che prenderò. ‘Notte, la tua Dafne.
10-10- 2010
Caro diario,
oggi mi hanno consegnato il voto della verifica di storia: 3+. E’ andata malissimo e io non so ancora in che modo dirlo a mia mamma. Quando lo saprà mi toglierà il computer per una settimana e niente televisione per due giorni. Poi mi dirà: “Io quando ero piccola studiavo e quando magari mi dimenticavo e prendevo un brutto voto, mia mamma non mi faceva uscire fino alla fine della scuola!”
Ogni volta mia madre mi dice sempre le stesse cose, come un registratore. Incrociamo le dita e spero che questa volta mi capisca visto che, il giorno che in classe avevano ripassato, io ero assente. Baci, la tua Dafne

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L’h che scappa

Ho,ha,hai

è più facile che mai.

La lettera “o” 

si rifiutò

 di tenere l'”h” 

e la mise dentro una sacca,

la buttò via

in periferia.

Arrivò il maestro che con un gesto lesto,

rimise l'”h” nel testo.

C’era una volta una “a” e un'”h”

che stavano attaccate con la ceralacca.

C’era bisogno di “a” preposizione per cantare una canzone.

Ma loro non si volevano più staccare 

e quindi la canzone non si potè  intonare.

Ahi! Ahi! Ahi! Mi fa male più che mai!

Ma che male hai?

è l’ “h” che si vuole staccare

perchè vuole andare al mare!

Loro tre sono tutte sorelle

ma non sono nate gemelle.

Lorenza, Sara, Valentina, Anna Marzia, Beatrice, Chiara F.

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