“L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafòn

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Cieli di cenere di una Barcellona del dopoguerra, un oscuro segreto, un folle amore: sono gli aspetti principali di questo romanzo affascinante. Daniel Sempere, il protagonista, ragazzo curioso e intraprendente, ha dieci anni quando suo padre lo conduce nel Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo nascosto e misterioso in cui si conservano i libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo. Qui, in questa polverosa biblioteca, Daniel trova “L’ombra del Vento” di Julian Carax. Subito s’innamora del libro e in una sola notte finisce di leggerlo. Abbagliato ed entusiasta, il ragazzo decide di cercare altri romanzi di Carax: chiede a tutta la città ed oltre, ma nessuno sembra conoscere l’autore, né tantomeno gli riesce di trovare altri racconti. Ancora più intenzionato a dissolvere l’aura oscura che avvolge Julian, Daniel comincia e raccogliere indizi insieme al suo amico Fermin Romero De Torres ed è proprio così che s’imbatte in un losco individuo senza volto che si fa chiamare Lain Coubert. Terrificante! Che c’è di spaventoso? Ora lo spiego… Lain Coubert è il nome di uno dei personaggi del romanzo di Carax: il Demonio!!!!! L’uomo gli intima di consegnargli il libro. Per farne cosa? Beh, non certo per leggerlo… per bruciarlo, come aveva già fatto con tutti gli altri libri di Julian. Perché? Per quale ragione bisogna cancellare totalmente il ricordo di una persona dalla faccia della terra? Cosa può spingere un essere umano a fare questo? Daniel, spaventato, scappa… O almeno ci prova!
Ad occupare la mente del giovane però non c’è solo Julian, ma anche una villa inquietante e misteriosa ed una giovane donna, Bea.
Wow! Davvero un bellissimo romanzo è uscito dalla magica penna di Zafòn. Ricco e con una trama veramente complicata, simile al labirinto del Minotauro! Profondo e diretto. Lo consiglio a tutte le persone che non sanno ancora guardare avanti, nel futuro, che restano sempre attaccate al passato.
C’è una sola cosa di negativo… Ha “soltanto” quattrocentocinquanta pagine che tuttavia si leggono d’un fiato. E’ un racconto tutto nuovo, con una bella morale: la ricerca della verità porta alla scoperta di se stessi, scoperta che termina solo quando si ha l’anima matura! Un romanzo mozzafiato, che rimane nella mente, mentre l’eco delle sue parole “si perde per sempre nell’ombra del vento”.

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Matilde di Roal Dahal

Questo libro è molto interessante. Parla di una bambina di nome Matilde, che a soli cinque anni sa leggere e sa fare calcoli difficili, ma i suoi genitori non ci fanno caso, la trattano come se fosse stupida e lodano il fratello che mostra poca intelligenza. Matilde, quando inizia le elementari, si rivela una bambina prodigio. La sua maestra, Dolcemiele, se ne accorge e ne parla con i genitori della bimba, che non le credono. Nella scuola di Matilde c’è una preside, la signora Spezzindue, cattiva con gli alunni anche se sono degli angioletti.
Matilde scopre di avere strani poteri: sa muovere gli oggetti con il pensiero!  Si confida con la sua dolce maestra, che, alla fine, scopre di essere la nipote della preside Spezzindue.
Il padre di Matilde fa un lavoro illegale. La polizia scopre i suoi affari disonesti e cerca di arrestarlo, ma il padre di Matilde riesce a scappare in Spagna. Matilde non vuole seguire la sua famiglia e chiede di restare a casa della signorina Dolcemiele, i suoi genitori acconsentono. La signorina Dolcemiele, che ben conosce l’intelligenza di Matilde, desidera mandarla in quinta elementare ma la preside non acconsente. In seguito ad un brutto scherzo dei bambini, la preside scappa dalla scuola; viene sostituita da un altro professore che acconsente alla domanda della Dolcemiele.

Questo libro ci è piaciuto moltissimo e consigliamo a tutti di leggerlo!!!!!

Angelica  e Ginevra, 1E

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L’ultimo elfo

Noi ragazzi di alternativa (Matteo, Roberto, Giulia) della classe 2E abbiamo letto un libro intitolato L’ultimo elfo, scritto da Silvana De Mari. Questo libro è stato proposto dalla Prof.ssa Tiribelli, perchè lo riteneva istruttivo. E’ un romanzo fantasy che parla di un elfo “nato da poco”, per usare le parole del protagonista, che scappa dal “posto per elfi” a causa di un’inondazione. Gli elfi dovevano rimanere confinati in questo luogo perchè gli uomini avevano paura che potessero far loro del male per mezzo dei loro poteri. Yorshkrunsquarkljolnerstrink, questo è il suo nome, per gli amici Yorsh, nella fuga si imbatte in una donna di nome Sajra, che lo aiuta e lo sfama. A loro si aggiunge un cacciatore, Monser; insieme dopo varie peripezie si ritrovano ad affrontare una grande sfida: trovare l’ultimo drago per compiere una profezia.

Matteo: Questo libro non mi è piaciuto per niente perchè è stato un po’ noioso e lento;

Roberto: mi è piaciuto perchè in alcuni passi è stato divertente: ogni volta che Yorsh pronunciava il suo nome, gli uomini pensavano che starnutisse o che mancasse loro di rispetto;

Giulia: a me è sembrato commovente in certi passi perchè la storia del protagonista era triste… anche se poi non manca il lieto fine!

Concludendo, è un libro che consiglieremmo a chi ama  il genere fantasy!

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