Stili comportamentali

Noi ragazzi di 2°F abbiamo osservato vari modi di comportarsi nella vita di tutti i giorni. Li abbiamo raggruppati in quattro categorie che abbiamo chiamato “stili comportamentali”: aggressivo, passivo-aggressivo, passivo e assertivo. Successivamente abbiamo creato dei copioni inventando delle scenette che mostrassero lo stile comportamentale assegnatoci. Questo lavoro lo ho trovato molto bello e soprattutto utile perché mi ha fatto capire come reagire ai comportamenti negativi ( aggressivo, passivo-aggressivo, passivo ). Infine mi ha fatto anche capire quale è il comportamento che dovremmo tendere ad assumere (quello assertivo).
Questo è il lavoro finito.

Roberto Vittone

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Lego, didò e…Reazioni chimiche

Gli alunni di 2F si sono sbizzarriti con la creazione di video esplicativi sulle reazioni chimiche.
Eccovi molecole fatte di mattoncini lego e di palline di didò…le vedrete scomporsi e ricomporsi per illustrare la fotosintesi clorofilliana e la combustione del metano.

prof.ssa Chiara Heltai

 

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Piccoli archeologi crescono!

Le maestre della scuola dell’infanzia di Monte San Giovanni hanno presentato ai bimbi dell’ultimo anno un laboratorio di archeologia.
I lavori, frutto del progetto, saranno visibili, per tutta l’estate, presso la struttura ex-moduli; la mostra sarà aperta tutti i giovedì sera di luglio e di agosto in occasione del mercatino.
Accorrete numerosi! 🙂

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Gigino Montesanpietrino

Concorso Scoprire e riscoprire il territorio
Concorso Scoprire e riscoprire il territorio

Mi chiamo Gigino Montesanpietrino, sono uno gnomo e vivo in tla Toor quattrocentesca di Montepastore da cinquecento anni, cioè da quando sono nato e poi sposato con mia moglie Tigellina. Oggi verranno a trovarci i nostri due nipotini Gigio e Gigetto che frequentano la scuola primaria “Loris Casarini “ di Monte San Giovanni. Loro stanno a scuola dalle 8:30 alle 16:30. All’ uscita da scuola arriva lo “Gnomobus” che riporta Gigio e Gigetto fin su alla Torre dove ad aspettarli ci siamo sempre io e mia moglie Tigellina …perché i loro genitori sono al lavoro. Dopo il loro arrivo gli gnometti scoppiettanti come due petardi, entrano in casa seguendo incantati la scia “ dla zambella” al cioccolato che “Gnonna” Tigellina prepara con amore appositamente par i nostar adorati niputeini. Tutto ad un tratto Gigetto calpestò la coda di “Sfrappolo”, lo“Gnogatto” di casa che dalla pora al sè aggrappè al lampadario. Dallo spavento Gigetto indietreggiò facendo quasi cadere su fradel Gigio. Par furtonna mi muier parò la caduta con i guantoni clà indusseva sempre per proteggere i nipoti da qualche disastro. Scampato il pericolo Gigio e Gigetto si siedono a fare merenda con il ciambellone al cioccolato che mia moglie prepara seguendo l’antica ricetta della mia famiglia che si tramada da generazione di gnomi e che si fa prendendo dla fareina , dal zoccar, del cacao, un po’ di sale, una bustina di lievito per dolci, un po’ di burro, le uova dal nostar gallein ed il latte delle nostre mucche. Si impasta tutto, si fa cuser bain … e oplà.. al dolz le servè! Dopo aver “divorato” lo squisito ciambellone della “Gnonna”, Gigio e Gigetto effervescenti com al fiom Lavein quand l’ è in pina, catapultano fuori dallo zaino i loro compiti. La maestra aveva assegnato loro una ricerca sul villaggio di Mont San Piir. Io ero vicino al caminat perché stavo mescolando la pulainta nel paiolo per aggiungervi alla fine un formaggio della nostra zona, la caciotta, fatto con il latte delle mucche allevate nelle aziende qui a Montepastore. Nel frattempo arrivarono Gigio e Gigetto trotterellanti come dei caprioli dei nostri boschi e rumorosi come i galletti dal mi poller all’alba chiedendomi : “Gnonno, gnonno dobbiamo fare un compito di “Gnomografia” e vorremmo farti delle domande, ci potresti aiutare per favore?” “Sì ,certamente risposi io, andè a tur carta e calamaio …” gli gnometti con gli occhi fuori dalle orbite mi chiesero: ”Gnonno ma cos’è il calamaio?”…. Ah è presto detto: al calamer si usava ai miei tempi ed era un biciaren con l’ inchiostro dove si intingeva nà panna. Dovete sapere poi che la scola era molto grande e vecia e al truveva sopra l’edicola a Montepastore, nelle aule c’erano sessanta gnometti e i banchi erano da quattro e da due gnomi. Par arrivarer aviva da far una scalinata di venti gradini. Noi stavamo a scuola dalle 8:00 alle 12:00, dòp al sandeva a magner a cà e al sé turneva alle 14:00 fino alle 17:00. Sempre più incuriositi come gli scoiattoli che vivono da queste parti mi chiesero: ”Ma andavi a scuola con l’ape?”. Sì, dissi io, qui ce ne sono tante, perché ci sono degli alveari e delle persone che se ne prendono cura per produrre il miele. Ad un zert pont Tigellina, mi muiera, scoppiò in una risata esplosiva, dicendomi : “Ma Gigino sei rimasto ai tempi di Napoleone Bonaparte perché Gigio e Gigetto non intendevano “l’ ape” insetto, bensì l’ ape camioncino!!!” Risposi: “Cari gnometti ah se intendete cas que, ma quale ape e ape altro che scooter, vespe e calabroni ai miei tempi andavo a scuola con il mezzo di trasporto più famoso che ci sia … al mi gamb!!!! Tigellina continuò dicendo:“A proposito di miele, mio zio Lavignolo ha tanti alveari. Dovete sapere che lui possiede tante terre a San Chierlo, San Lorenzo in Collina, Mongiorgio, dove le sue api i fan al miele di acacia in maz e quello di castagno in settembre… che ne direste di bere un bicchiere di latte caldo con il miele di acacia o di mangiare del pane con il miele di castagno dello zio? Risposero i piccoli : “Grazie, magari accompagnato da un po’ di “sfrappole” che tu ci prepari sempre a Carnevale e poi ci metti sopra un po’ di zucchero “Vanitoso!!!”…. “ Gigio, Gigetto volevate dire vanigliato!” dissi io “ah ah ah, allora mentre voi aspettate le sfrappole e fate uno spuntino io berrò un bicchierotto di Pignoletto che come savi’ al vien fat dai miei amig cuntadein della zona ed è un vin dimondi profumè ma delicato e che al staria ben accumpagnè con dei turtlein in brod. Dovete sapere inoltre care le mie pesti che qui a Monte San Pietro dal 1968 si festeggia all’inizio del mese di settembre la Sagra del vino dove chi vuole può gustarne un po’…” e gli gnometti: ”Anche noi “Gnonno?”. Io risposi : “ Sarebbe meglio di no siete già due terremoti senza… eh eh eh” conclusi io. Mentre mi occupavo dei miei nipotini, Tigellina impastava le sfrappole quelle fatte con farina, burro, uova e l’ingrediente segreto di Tigellina: trentachili Kg di pazienza!!! Anche se avevano mangiato, avevano ancora un leggero languorino, così decisi di andar a tur un po’ di castagne secche su in soffitta …loro le sgranocchiano come le patatine. Intanto la polaint che avevo precedentemente preparè ime l’era già buona da frizzer, così mia moglie decise di accompagnarla con quei profumatissimi fonz cai aveva truvè e raccolto nei nostri boschi com purzein gallat e russole. Dopo questa lunga pausa fra merenda e zug finalmente gli gnometti completarono i loro rocamboleschi compiti ed erano pronti con le mani bèla lavè lavate par siddars a tèvla; mi aiutarono anche ad apparecchiare a modo loro, mettendo le posate sottosopra! Il pomeriggio era passato con Gigio e Gigetto che guardavano impazienti l’ora in cui sarebbero arrivati Borlengo e Crescentina, cioè il loro papà e la loro mamma…Ed eccoli qua al suono di clacson che annuncia il loro arrivo. Dalla gioia Gigio e Gigetto accolsero i loro genitori sommergendoli con una valanga di baci e abbracci ed erano euforici per avere visto fra le mani di mamma un pacchetto mitico, quello della leggendaria biblioteca del loro villaggio, che conteneva l’ultimo volume di “Gnomologia” dal titoli: ”Gli gnomosauri nel villaggio di Monte San Pietro.” Dopo aver spazzolato quella deliziosa cenetta a base di polenta fritta e chiodini, arrosto di cinghiale con contorno di patate bollite, una porzione abbondante di uve che vengono coltivate sul nostro territorio e con le quali si fanno il Pignoletto, il Cabernet ed il Barbera, Gigio e Gigetto tentarono di alzarsi ma la mia voce rimbombò per la sala dicendo: “Da la tévla ans liva mai fén che la bacca an sa ad furmai!”.Infatti dovevano mangiare ancora il dessert la buonissima torta di riso, che Tigellina aveva preparato cucinandola nel forno a legna in una teglia di rame, senza avere messo, questa volta il liquorino che mi piace tanto, perché la dovevano mangiare anche Gigio e Gigetto. Così Gigio e Gigetto con il pancino pieno e rotondo come due panzarotti si alzarono dal tavolo correndo come due macchinine fuori controllo verso il divano. La “Gnonna” però interruppe la loro “fuga” incoraggiandoli a sparecchiare. Gli gnometti stavano allora prendendo tutta la tovaglia per buttarla nel pattume …quando ad un tratto aprirono il bidone …e questo cominciò ad urlare: ”Allarme, allarme, attenzione a dove butti la spazzatura se non vuoi fare brutta figura perché se no fai male alla natura, qui nel nostro villaggio bisogna differenziare e così l’ambiente salvare”… Come due razzi si fiondarono dalla loro mamma per riferire l’accaduto, dicendo che le pattumiere li avevano sgridati perché stavano buttando la spazzatura nel bidone sbagliato. Crescentina li rassicurò dicendo loro che le pattumiere parlanti servivano per imparare a fare la raccolta differenziata dei rifiuti e che non bisognava averne paura se la facevi bene, altrimenti, sarebbero stati inseguiti dalle pattumiere. Gigio e Gigetto con i cavì dritti come i peli del gatt quando si arruffano cominciarono a tempestare di domande la loro mamma chiedendo: “Mamma, mamma, presto che qui le pattumiere ci arrestano …..cosa dobbiamo fare con questa spazzatura?” Crescentina andò loro incontro per tranquilizzarli dicendo: “ State tranquilli le pattumiere non vi arrestano ma fanno le multe agli sbadati e agli gnometti che non sanno ancora cosa fare”; gli gnometti allora risposero: ”Ma allora mamma ce lo spieghi?” Lei rispose: “Certamente… ricordate bene e soprattutto badate ai colori e non alle immagini, ripetete con me questa filastrocca rap”. “Per la plastica non c’e’ un gallo, ma il sacchetto giallo. Per la carta non c’è il colore del burro, ma il sacchetto è azzurro. Per l’organico non c’è una lente, ma c’è il trasparente. Prima per l’indifferenziata c’era il triste nero e adesso purtroppo è vero l’indifferenziata non è sola dentro un sacchetto viola”. Si era fatta già una certa ora quella in cui tutti gli gnometti devono andare a letto, quando, Borlengo, il loro papà si ricordò che l’indomani sarebbero dovuti andare alla Polisportiva del villaggio per fare il loro sport preferito: lo “ Gnobasket”. A questo punto Borlengo dice loro: ”Gigio, Gigetto prepariamo l’occorrente per domani”. I due mattacchioni presero alla lettera il comando del loro papà e andarono a dormire vestiti di tutto punto abbracciati alla loro palla da “Gnobasket!!!”

A cura della maestra Giovanna Maria Caldara e dei i bambini della classe IV B di Monte San Giovanni per il concorso “Scoprire riscoprire il territorio“.

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