La gita a Rovereto

A metà febbraio le classi III B e III A hanno avuto l’occasione di passare due giorni  nella bella, ma piovosa, cittadina di Rovereto, situata nei pressi di Trento, nel Nord Italia.

Il programma della gita scolastica era organizzato in modo tale che il divertimento non mancasse mai in ogni attività e che le due giornate non avessero ore “buche” in cui la noia prendesse il sopravvento.

La partenza era prevista alle ore 6,30 da Piazza Bonazzi, situata in centro a Calderino; il viaggio sarebbe dovuto durare circa tre ore e mezza, senza contare che gli studenti avrebbero viaggiato con l’autobus ufficiale del Bologna!

Salite sul bus, le professoresse, nel far l’appello, si sono accorte dell’assenza di un alunno che, avendo trascritto male gli orari della partenza, non era ancora arrivato.  Quando quest’ultimo  si è presentato, finalmente i ragazzi hanno cominciato la loro avventura.

Appena arrivati, gli alunni, accompagnati dagli insegnanti, sono scesi dall’autobus e, dopo aver constatato che l’umidità non mancasse all’appello, si sono divisi in due gruppi.  Il programma prevedeva che il primo gruppo dovesse visitare il Museo Civico di Robotica, mentre il secondo gruppo, tra un litigio e l’altro, il Mart di Rovereto.  Poi al pomeriggio i due gruppi dovevano cambiare il turno delle attività.

Al museo della Robotica un insegnante ha spiegato agli alunni il linguaggio, assai complicato, dei famosi robot, illustrandoli con degli esempi concreti.  Dopo le spiegazioni, il docente, ha chiesto ai ragazzi di ricomporre i robot smistati sui vari tavoli e di programmarli con i computer a loro disposizione per fargli eseguire delle forme geometriche.  I vari gruppetti si sono messi all’opera componendo dei fantastici robottini e chiamandoli con nomi buffi e divertenti come Charlie.  La creazione delle forme geometriche, invece, è stata molto più difficile, dato che alcuni robot hanno preso la divertentissima iniziativa di girare per la stanza in autonomia.

Mentre il primo gruppo si intratteneva con i simpatici robot, il secondo si divertiva a calcare la faccia di un compagno con dei fogli di alluminio.  Finito il lavoretto, una guida ha mostrato loro l’esposizione di Modigliani, spiegando le varie sculture e i dipinti.  Il giro prevedeva anche una piccola tappa in cui il gruppo doveva cercare di ricreare, con solo un pastello, una figura identica a quella mostrata dalla guida; tornati nell’aula del Mart, l’accompagnatrice ha chiesto ai ragazzi di ricreare con la creta una scultura dell’artista.  Alla fine dell’impresa, c’era più argilla sui ragazzi e nella stanza che sulle tavolette in cui dovevano lavorare. Dopo quei bei momenti, i due gruppi si sono riuniti sotto un gazebo infestato da piccioni attaccabrighe per poi, finalmente, pranzare.

Finito l’intervallo si sono invertite le attrattive.

Tutte e due le classi hanno poi alloggiato all’Ostello della cittadina, l’unico della zona, denominato, con ben poca fantasia, “Ostello di Rovereto”.

Alla sera le classi hanno cenato con le specialità del luogo, particolarmente gradite, dal momento che la “critica culinaria”, che digiuna ogni giorno, a mensa ha finito tutto quello che ha trovato nel piatto!

I ragazzi si sono poi coricati dopo aver visto in televisione una partita di calcio, anche se prender sonno è stata veramente un’impresa.

La giornata successiva è iniziata molto presto: alle 7,00 di mattina, in quanto era previsto un giro nei boschi del Monte Baldo, con una guida del luogo, che si è poi rivelata molto simpatica. Un pullman ha portato le classi al punto di ritrovo, dopo un percorso pieno di curve.

Quest’escursione, per la gioia di tutti i ragazzi, doveva essere effettuata con le “ciaspole”: durante il tragitto in mezzo alla neve la guida alpina ha spiegato ai ragazzi come riconoscere le impronte e i segni lasciati dagli animali sulla vegetazione, mostrando loro anche parti del corpo di animali vari. La camminata è durata per ben tre ore e i ragazzi erano immersi in un tappeto di  neve così bianco che si confondeva con il cielo ma il divertimento e la bellezza del paesaggio sono stati una valida ricompensa.

Il giro del bosco si è concluso con una bella battaglia a palle di neve e con una successiva rinfrescata nel ruscelletto, che era da scavalcare e che ha strabiliato i ragazzi con la sua acqua gelida e purissima.

Sfinite, le due classi sono rientrate e, tirando sospiri di sollievo, hanno assaporato una buona pizza nella baita lì vicino.

Il ritorno è stato assai triste e silenzioso perché effettivamente il divertimento non era mancato, ma ormai era finito.

Dopo aver vissuto questa piccola avventura, tanto istruttiva quanto divertente, il ritorno alla realtà è stato brusco; tuttavia la gita è piaciuta molto anche perché ha rafforzato le amicizie tra i ragazzi.

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La V B di Monte San Giovanni si prepara alla gita a Roma

Noi alunni della classe V B di Monte San Giovanni, come ultima gita della scuola primaria, andremo a visitare Roma, per approfondire le nostre conoscenze sull’Impero Romano e vedere dal vivo i monumenti che abbiamo studiato.

Per prepararci a questa esperienza con il maestro Giuseppe, insegnante di religione, abbiamo deciso di creare una piccola guida. Ognuno di noi ha realizzato una copertina, abbiamo poi fatto una votazione per scegliere quella più adatta alle esigenze di tutti.

Per non trascurare le altre copertine, abbiamo comunque deciso di inserirle tutte alla fine della guida.

Ecco la copertina più votata.

La classe VB di Monte San Giovanni

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