Ancora Fiabe!

Ecco le fiabe che si sono aggiudicate il secondo ed il terzo posto nella classifica di gradimento della classe 1^F.

Il testo elaborato dagli alunni è inserito come PDF; nella Presentazione Google con lo storyboard, si troveranno le carte con personaggi e oggetti magici disegnati dai ragazzini.

Buon divertimento!

La grande muraglia

ILTEMPOATEMPOLANDIA

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La bella e la cattiva.

La classe 1^F si è divertita ad inventare alcune fiabe, lavorando in piccolo gruppo e mescolando i personaggi, gli oggetti magici e le Funzioni di Propp che ciascun componente ha proposto. Le fiabe sono state elaborate come testo, utilizzando Google Documents, e come presentazione, con l’aiuto di Google Presentazioni. In quest’ultima si vedono le “carte” proposte dagli alunni e mescolate con quelle dei compagni per creare lo storyboard della fiaba.

Vi proponiamo le tre più apprezzate dagli alunni stessi, che hanno espresso le loro preferenze votando on line grazie al sito www.mentimeter.com

Ecco la prima classificata (pdf del testo e presentazione):

LABELLAELACATTIVA

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Cappuccetto Azzurro, Verde e Rosa

In una fattoria vicino al bosco abitavano quattro persone, una mamma e tre figlie. La figlia più grande si chiamava Cappuccetto Azzurro, la mediana si chiamava Cappuccetto Verde e la più piccola si chiamava Cappuccetto Rosa. Un giorno la mamma disse a Cappuccetto Azzurro: “Per cortesia, vai a trovare la nonna e portale questo zaino pieno di cibo”. Cappuccetto Azzurro partì subito. Ad un tratto, quando entrò nel bosco, vide un lupo che le si avvicinò. Con un balzo il lupo le saltò addosso e la rapì.

A tarda sera la mamma era molto preoccupata perché la bimba non era ancora rientrata.

Il giorno seguente la mamma chiamò Cappuccetto Verde e le disse: “Figlia mia, io sono ammalata e non posso uscire di casa, vai a cercare Cappuccetto Azzurro nel bosco e se non la trovi vai comunque dalla nonna e mangiate assieme quello che c’è nello zaino”. Prima di far uscire la bimba, la mamma si raccomandò di far ritorno a casa la mattina dopo.

Cappuccetto Verde andò a cercare nel bosco la sorella maggiore ma non la trovò. Nella strada per andare dalla nonna apparve il lupo che con un balzo prese Cappucceto Verde e la portò via. A tarda sera la mamma a casa era tranquilla perchè pensava che Cappuccetto Verde fosse dalla nonna con la sorella maggiore.

Il giorno seguente però non vide arrivare nessuno. Allora chiamò Cappuccetto Rosa e le disse: “Vai a cercare le tue sorelle nel bosco e prendi questo zaino, ma questa volta dentro troverai sassi, un coltello, pignatte e un fischietto, così puoi difenderti. Stai molto attenta, non ti fidare di nessuno!”. Cappuccetto Rosa andò a cercare le sue sorelle nel bosco. Ad un tratto vide il lupo, si nascose e prese una pietra. Avvicinandosi piano piano, con gran sorpresa, vide che nella sua tana c’erano cinque lupacchiotti in compagnia delle sue sorelle. Mise giù la pietra e si mise a sedere vicino alle sorelle. Le sorelle l’abbracciarono e le spiegarono che il lupo le aveva rapite a fin di bene, per badare ai suoi cuccioli mentre lui cercava del cibo nel bosco: da poco era morta la loro mamma e lui non sapeva come fare per non lasciarli soli. Così loro, per fare star buoni i cuccioli, si erano messe a raccontare delle storielle, in attesa del ritorno del loro babbo. Cappuccetto Rosa disse alle sorelle che dovevano rientrare a casa subito perchè la mamma stava malissimo dalla paura. Allora le sorelle salutarono il lupo e i cuccioli e andarono dalla nonna a darle da mangiare. Poi tornarono a casa. La mamma era felice di rivedere le sue figlie sane e salve.

Cappuccetto Azzurro raccontò tutto alla mamma, e lei si mise a ridere dalla felicità. Il giorno dopo la mamma diede alle bambine del cibo per il lupo e i cuccioli.

E da allora le bimbe tutte le mattine andavano dalla famiglia di lupi per portare cibo e per giocare con i piccoli. Da grandi, le tre sorelle costruirono vicino alla loro fattoria una riserva protetta per difendere i lupi della foresta dall’uomo cacciatore.

Arianna Lazzerini, classe 1^B

 

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Progetto diversità: Il mostro

Quest’anno in classe, con la Prof. Vallona e la Prof. Caffio, abbiamo svolto un percorso sulla diversità. Per prima cosa abbiamo parlato di cosa sappiamo fare e di cosa non sappiamo fare: ognuno di noi non sa fare delle cose, ma ne sa fare delle altre. Quindi ci siamo chiesti: “Quando qualcosa, che non sappiamo fare, diventa un problema?”
Dipende dalla situazione!
“… per me è diventato un problema non saper ballare, quando siamo andati alla discofesta vedevo tutti i ragazzi che ballavano, mentre io ero l’unico a sedere e mi sentivo un po’ imbarazzato ed escluso…”
“… il pregiudizio è quando tu giudichi una persona in base al suo aspetto, a ciò che non sa fare e alla sua religione, senza neanche conoscerla…”

Abbiamo affrontato il discorso sulla disabilità: come si può superare?
“…Con diversi aiuti come la ricerca scientifica, le medicine, abbattendo le barriere architettoniche, ma non basta: ci siamo accorti che una cosa molto importante è l’amicizia, supportata da tanto affetto…”
“… Da lì ci siamo agganciati ai “diversi” nelle fiabe, che spesso ascoltiamo senza renderci conto bene dell’argomento che trattano. Per esempio c’è Pinocchio, La Bella e la Bestia, Nemo. Di solito tutto si risolve con un lieto fine: arriva un salvatore che rende “normale” il personaggio o riesce a farlo accettare così com’è dagli altri. Purtroppo nella realtà non è sempre così. La maggior parte delle volte il “principe azzurro” ci dà un bidone…”
“… Le fiabe sono crudeli nei confronti dei personaggi “diversi” (mostri), li costringono a diventare “normali” o a dimostrare capacità normali per essere pienamente accettati. Talvolta nelle fiabe il personaggio subisce una metamorfosi cioè cambia aspetto esteriore.”
In seguito abbiamo inventato alcuni racconti, nei quali ci siamo trasformati in mostri alle prese con la vita quotidiana. Eccone uno.

C’era una volta un mostro, che abitava nel torrente. Un giorno trovò una valigia piena di banconote.
Così pensò di andare a fare la spesa alla COOP, ci andò con una bici rubata a un bambino e una volta arrivato parcheggiò la bici ed entrò. Con scatto fulmineo tutti corsero dietro ai banco frigo lasciando i bambini sui carrelli.
I bambini, pensando che fosse carnevale, corsero per tutta la COOP cercando felicemente delle maschere.
Il mostro decise inizialmente di prendere i pomodori, andò a procurarsi il guanto di plastica e il sacchetto.
Però il guanto era troppo piccolo così non riuscì a infilarci la mano; dopo vari tentativi ce la fece.
Tentò di afferrare un pomodoro, ma non dosando la sua forza, gli esplose in mano.
Chiamò un bambino e gli chiese aiuto, il bambino gli portò pomodori e ketchup.
Ad un certo punto si sentì da un altoparlante l’offerta 2 x 1 sulla carne al banco dei surgelati, dove si erano nascosti i genitori.
Corse all’offerta, prese la carne e se ne andò al reparto degli animali, prese un topolino di gomma. A un certo punto il topolino si mosse e il mostro, spaventato scappò via, buttando giù tutti gli scaffali e lasciando la valigia strapiena di soldi davanti all’entrata.
Gli adulti pensarono che fosse un dono e che quel mostro fosse buono!”

mostro

Alice Antoni, Ludovica Bignami, Michela Coscia, Mohamed Souhail e Stefano Liazza e i compagni della 1D

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La strega

C’era una volta, in un paesino lontano, un ragazzino chiamato Uk che veniva sempre trattato male da tutti. Un giorno Uk sognò di essere in mezzo a una battaglia da cui dipendeva il destino dell’umanità.  Il dì dopo, tornando da scuola, Uk vide una volpe che  avvisò il ragazzo del pericolo che incombeva. Gli parlò inoltre di una strega che voleva distruggere il mondo. Il ragazzo partì subito in cerca della strega e, durante il viaggio,  s’accorse che tutto quello che aveva sognato era vero e quindi scoprì che il sogno era solo un avvertimento. Uk prima di arrivare trovò qualcosa in mezzo all’erba, era uno scettro magico in grado di aiutarlo a uccidere la strega. A Uk però successe un imprevisto: dovette attraversare una foresta piena di insidie, ma fortunatamente arrivò sano e salvo dalla strega e iniziò la battaglia. La strega sguainò la sua spada dal fodero mentre Uk prese il suo scettro e, dopo di che, incominciarono a combattere. La battaglia durò ore e ore e si concluse con la vittoria di Uk. Quando tornò a casa, tutte le persone che lo trattavano male non lo presero più in giro e visse felice e contento.

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