Cappuccetto Azzurro, Verde e Rosa

In una fattoria vicino al bosco abitavano quattro persone, una mamma e tre figlie. La figlia più grande si chiamava Cappuccetto Azzurro, la mediana si chiamava Cappuccetto Verde e la più piccola si chiamava Cappuccetto Rosa. Un giorno la mamma disse a Cappuccetto Azzurro: “Per cortesia, vai a trovare la nonna e portale questo zaino pieno di cibo”. Cappuccetto Azzurro partì subito. Ad un tratto, quando entrò nel bosco, vide un lupo che le si avvicinò. Con un balzo il lupo le saltò addosso e la rapì.

A tarda sera la mamma era molto preoccupata perché la bimba non era ancora rientrata.

Il giorno seguente la mamma chiamò Cappuccetto Verde e le disse: “Figlia mia, io sono ammalata e non posso uscire di casa, vai a cercare Cappuccetto Azzurro nel bosco e se non la trovi vai comunque dalla nonna e mangiate assieme quello che c’è nello zaino”. Prima di far uscire la bimba, la mamma si raccomandò di far ritorno a casa la mattina dopo.

Cappuccetto Verde andò a cercare nel bosco la sorella maggiore ma non la trovò. Nella strada per andare dalla nonna apparve il lupo che con un balzo prese Cappucceto Verde e la portò via. A tarda sera la mamma a casa era tranquilla perchè pensava che Cappuccetto Verde fosse dalla nonna con la sorella maggiore.

Il giorno seguente però non vide arrivare nessuno. Allora chiamò Cappuccetto Rosa e le disse: “Vai a cercare le tue sorelle nel bosco e prendi questo zaino, ma questa volta dentro troverai sassi, un coltello, pignatte e un fischietto, così puoi difenderti. Stai molto attenta, non ti fidare di nessuno!”. Cappuccetto Rosa andò a cercare le sue sorelle nel bosco. Ad un tratto vide il lupo, si nascose e prese una pietra. Avvicinandosi piano piano, con gran sorpresa, vide che nella sua tana c’erano cinque lupacchiotti in compagnia delle sue sorelle. Mise giù la pietra e si mise a sedere vicino alle sorelle. Le sorelle l’abbracciarono e le spiegarono che il lupo le aveva rapite a fin di bene, per badare ai suoi cuccioli mentre lui cercava del cibo nel bosco: da poco era morta la loro mamma e lui non sapeva come fare per non lasciarli soli. Così loro, per fare star buoni i cuccioli, si erano messe a raccontare delle storielle, in attesa del ritorno del loro babbo. Cappuccetto Rosa disse alle sorelle che dovevano rientrare a casa subito perchè la mamma stava malissimo dalla paura. Allora le sorelle salutarono il lupo e i cuccioli e andarono dalla nonna a darle da mangiare. Poi tornarono a casa. La mamma era felice di rivedere le sue figlie sane e salve.

Cappuccetto Azzurro raccontò tutto alla mamma, e lei si mise a ridere dalla felicità. Il giorno dopo la mamma diede alle bambine del cibo per il lupo e i cuccioli.

E da allora le bimbe tutte le mattine andavano dalla famiglia di lupi per portare cibo e per giocare con i piccoli. Da grandi, le tre sorelle costruirono vicino alla loro fattoria una riserva protetta per difendere i lupi della foresta dall’uomo cacciatore.

Arianna Lazzerini, classe 1^B

 

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Un’ora

Un’ora per vivere

un’ora per morire

un tempo in cui tutto può succedere

in cui tutto può avvenire

 

un’ora aspettata per amore

un’ora attesa con rancore

un tempo da cui guardarsi

un tempo in cui dichiararsi.

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“La ricetta per fare la poesia”

Prendete una

parola, prendetene due

fatele cuocere come se fossero involtini

scaldatele a fuoco lento

versate la salsa magica

mettete un pizzico di mistero

spruzzate un po’ di profumo

spolverate con qualche nuvola

decoratela con qualche stella

mescolate il tutto con

un cucchiaio della discordia

mettete felicità, gioia e

tristezza e fatela andare in fantasia.

Se vi piace, e spero di sì, ditemi se da grande potrei diventare poeta! Commentate! 😉

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…Come parlar di Notte: VIII edizione giochi di lettura

Eccoci all’ottava edizione dei giochi di lettura!

Dopo aver trattato, nelle scorse edizioni, il tema della guerra, della scuola, della conoscenza altrui e del rispetto della diversità, della pace e dell’amicizia, abbiamo scelto, per quest’anno, di parlare della Notte. Molte, del resto, possono essere le sue accezioni: essa può essere intesa sia come momento della giornata dedicato al riposo e quindi al sogno, sia come momento di buio, in opposizione alla luce: luogo dell’indistinto, dell’irrazionale e dell’immaginario, in cui possono emergere le nostre paure, ma anche le nostre fantasie, speranze e attese verso il giorno che dovrà nascere….

Anche quest’anno non organizzeremo una gara, ma una giornata finale in cui incontrarci per condividere i nostri piccoli-grandi capolavori ispirati alla notte. I percorsi di lettura potranno essere sviluppati a partire da una bibliografia fornita dalla Commissione, che potrà essere ampliata con testi a piacimento.

A compimento dell’itinerario effettuato vi chiediamo di presentare un lavoro originale: libro illustrato, cartellone, poesia fumetto….. da esporre alla consueta mostra di fine anno. Ogni elaborato dovrà essere accompagnato da una presentazione scritta (analoga a quella dello scorso anno) che illustri il percorso sviluppato ed il libro-libri consultati e letti in classe.

Buona lettura a tutti! La vostra commissione di lettura

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