Una giornata con Roald Dahl

Un flash mob con un passa mano dei libri di Roald Dahl, dalla scuola alla biblioteca. Abbiamo coinvolto la fabbrica Majani di Crespellano (Bologna) perché ci fornisca dei cioccolatini da distribuire e, come nella “Fabbrica di cioccolato”, ci sarà un biglietto d’oro, chi lo troverà fra i 600 alunni partecipanti, farà vincere alla propria classe la visita… alla fabbrica di cioccolato della Majani.

IMG_0284Una vera e propria avventura nel fantastico mondo di Roald Dahl, un’esperienza davvero unica poter immedesimarsi nei personaggi dei suoi più famosi libri. Creare una catena di giovani lettori tra la scuola, il luogo nel quale stiamo imparando tanto, e la biblioteca, il luogo nel quale ci siamo potuti immergere in un abisso di pagine e parole: è stato un viaggio veramente emozionante!!!    FullSizeRenderAsia Romagnoli e Ginevra Guerzoni

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“Per questo mi chiamo Giovanni”

More about Per questo mi chiamo Giovanni L’autore, Luigi Garlando, è stato molto bravo e acuto a scrivere questo romanzo semplificandone il contenuto e rendendolo leggibile e adatto a tutte le fasce di età.
Il libro, infatti, tratta della storia di Giovanni Falcone, un magistrato siciliano di grande fama che ha affrontato di petto la mafia, provando a sconfiggerla.
Un padre decide un bel giorno di raccontare questa storia al figlio che si chiama proprio Giovanni e che in questo racconto scoprirà, al suo decimo compleanno, il motivo per cui gli è stato assegnato questo nome ed anche perché il suo giocattolo preferito, una scimmietta di pezza, ha il nome Bum.
La storia di vita di Giovanni Falcone nel libro s’intreccia con quella del bimbo e del suo papà, che visitano la città di Palermo, attraversando tutti i luoghi di vita del magistrato.
Giovanni trascorre una giornata bellissima, facendo una tappa al mare col papà sulla spiaggia, nei dintorni di Capaci. Il bimbo, incuriosito, ha fretta di conoscere il perché del suo nome, ma è soprattutto sempre più interessato alla vita di Falcone.
Il papà di Giovanni parla della mafia descrivendola come un mostro dalle mille teste e come un gigantesco carciofo di cui ogni foglia è un clan. Gli dice pure che Giovanni Falcone non ha mai pianto, neppure il giorno della sua nascita e che quel giorno è entrata dalla finestra una colomba bianca, un presagio!
Inizia la carriera da giudice insieme all’amico e collega Paolo Borsellino fino al maxi processo in cui furono condannati più di cento malviventi; infine la strage di Capaci.
Si arriva quindi al punto in cui il papà racconta a Giovanni del negozio di giocattoli, a Palermo, dove lavorava. Della sostanziosa somma di denaro pretesa puntualmente ogni mese dalla mafia (“u pizzu”), e di come la morte del magistrato gli ha dato forza per combattere quel mostro. Questa scelta gli costò il negozio che fu dato alle fiamme dalla mafia e di cui l’unico giocattolo “sopravvissuto” era proprio la scimmietta, che fu chiamata Bum e donata in regalo a Giovanni nel giorno speciale della sua nascita.
Il perché fu chiamato Giovanni, ve lo lascio scoprire, perché…vi consiglio proprio di leggerlo!
S’impara a diventare più onesti con tutti, si prova orrore per i malfatti dei prepotenti.
Basta iniziare il romanzo e poi si prosegue tutto d’un fiato, nello scorrere delle pagine la curiosità del lettore cresce, come cresce a Giovanni la voglia di scoprire che cosa c’entra Falcone con la sua vita e con il suo nome….

Francesco Piva IIIA

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“L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafòn

More about L'ombra del vento

Cieli di cenere di una Barcellona del dopoguerra, un oscuro segreto, un folle amore: sono gli aspetti principali di questo romanzo affascinante. Daniel Sempere, il protagonista, ragazzo curioso e intraprendente, ha dieci anni quando suo padre lo conduce nel Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo nascosto e misterioso in cui si conservano i libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo. Qui, in questa polverosa biblioteca, Daniel trova “L’ombra del Vento” di Julian Carax. Subito s’innamora del libro e in una sola notte finisce di leggerlo. Abbagliato ed entusiasta, il ragazzo decide di cercare altri romanzi di Carax: chiede a tutta la città ed oltre, ma nessuno sembra conoscere l’autore, né tantomeno gli riesce di trovare altri racconti. Ancora più intenzionato a dissolvere l’aura oscura che avvolge Julian, Daniel comincia e raccogliere indizi insieme al suo amico Fermin Romero De Torres ed è proprio così che s’imbatte in un losco individuo senza volto che si fa chiamare Lain Coubert. Terrificante! Che c’è di spaventoso? Ora lo spiego… Lain Coubert è il nome di uno dei personaggi del romanzo di Carax: il Demonio!!!!! L’uomo gli intima di consegnargli il libro. Per farne cosa? Beh, non certo per leggerlo… per bruciarlo, come aveva già fatto con tutti gli altri libri di Julian. Perché? Per quale ragione bisogna cancellare totalmente il ricordo di una persona dalla faccia della terra? Cosa può spingere un essere umano a fare questo? Daniel, spaventato, scappa… O almeno ci prova!
Ad occupare la mente del giovane però non c’è solo Julian, ma anche una villa inquietante e misteriosa ed una giovane donna, Bea.
Wow! Davvero un bellissimo romanzo è uscito dalla magica penna di Zafòn. Ricco e con una trama veramente complicata, simile al labirinto del Minotauro! Profondo e diretto. Lo consiglio a tutte le persone che non sanno ancora guardare avanti, nel futuro, che restano sempre attaccate al passato.
C’è una sola cosa di negativo… Ha “soltanto” quattrocentocinquanta pagine che tuttavia si leggono d’un fiato. E’ un racconto tutto nuovo, con una bella morale: la ricerca della verità porta alla scoperta di se stessi, scoperta che termina solo quando si ha l’anima matura! Un romanzo mozzafiato, che rimane nella mente, mentre l’eco delle sue parole “si perde per sempre nell’ombra del vento”.

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“La Parola Liberata dalle Mafie”

Questo libro è stato scritto da Aselli, Donati, D’Apice, Gentilini, Malaguti, Ndrejoni,Tabellini, Pistinizi, Passuti: tutti studenti dell’Istituto Tecnico Salvemini di Casalecchio Di Reno, in provincia di Bologna. In questa scuola è nato un laboratorio denominato “Teatro per la Legalità”, un bellissimo progetto con la collaborazione di Alessandro Gallo, nato a Napoli, un giovane molto simpatico di 36 anni ma che di aspetto ne dimostra 20, figlio di un boss della Camorra che ora è in prigione.
Il libro raccoglie i racconti scritti dagli studenti, la loro intenzione è quella di spiegare a noi tutti cosa sono le mafie e che esse non sono diffuse solo al sud Italia, come invece molti credono, ma anche in molte zone del nord Italia, purtroppo!
Per realizzare questo libro i ragazzi si trovavano di loro spontanea volontà dopo la scuola, per documentarsi sulle mafie guardando film, leggendo la rassegna stampa, ascoltando storie di vissuti personali, guidati da Alessandro, loro istruttore.
Il racconto che mi è piaciuto di più è il primo: “Tra Cadaveri e Supporti Cartacei”, scritto dall’unico maschio presente nel gruppo degli autori, Francesco Aselli da Bolzano. Il brano non racconta nulla di macabro… …anzi! La storia è ambientata a Bolzano e parla di un ragazzo di nome Luigi Loielo soprannominato “Giggino tre dete” perché quando era piccolo, nel tentativo di far esplodere un petardo si era fatto saltare due dita della mano, per esattezza mignolo e pollice.
Il padre di Giggino era in prigione per aver ucciso due ladri; quindi a Luigi era mancata una guida, già dalle elementari il bambino commetteva piccole malefatte che giorno dopo giorno si aggravavano, diventando anche reati gravi come omicidi.
Quando diventò più grande, e dopo aver lasciato la scuola, Luigi entrò a far parte di un clan mafioso e si innamorò di una ragazza che, a sua insaputa, era una prostituta. Luigi vive stando con lei per anni, pagandola, ma senza capire il perché. Quando lei gli dice, ad esempio, che vuole cambiare vita (riferendosi al lavoro) lui non capisce e va in giro a chiedere a tutti dove può trovare una nuova vita da donare alla ragazza…
Questa storia mi e piaciuta più delle altre perché la trovo comica e simpatica, anche se un po’ triste, ma con un buon contenuto, la morale infatti è molto importante: non bisogna mai lasciare noi ragazzi senza una guida adulta perché potremmo finire tutti come Giggino, privo di istruzione, a vivere senza regole, commettere reati, condurre una vita priva di senso e di prospettive.
Sono interessanti anche tutte le altre storie del libro; mi piacerebbe molto fare un laboratorio come questo nella nostra scuola, credo si possano imparare molte cose utili a farci vivere meglio.
Noi ragazzi, spesso, sulle mafie ci scherziamo ma non sappiamo che la mafia è un problema serio e grave che si sta diffondendo in tutti gli ambienti sociali, ad esempio anche il nostro vicino di casa potrebbe essere un mafioso da temere, o anche nella persona più ricca e più colta potrebbe nascondersi un camorrista arricchito, in un politico che utilizza le leggi a favore del suo clan, ecc.
L’unico modo per sconfiggere la mafia è quello di essere informati e saperla riconoscere, scegliere di stare sempre dalla parte della legalità, imparare dalla storia quanto è pericolosa e vicina a noi e che non è una realtà a parte.
Mafia, camorra…e poi si parla anche di ‘ndranghete…ma ci vorrebbe uno studio più approfondito per conoscere tutte le “mafie”, sono troppe e sono diffuse in tutta Italia; ma credo siano tutte la stessa cosa: organizzazioni criminali dove la gente che ne fa parte ha scelto di vivere costruendosi leggi proprie che vanno contro lo Stato.

N.B. per avere contatti e saperne di più vedi profilo su “Facebook”di Alessandro Gallo, tra i tanti, lo si può riconoscere dal logo della casa editrice, da lui fondata, “Caracò”.

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