Visita a Ginevra: una bella giornata sul lago

Giovedì 28 Aprile 2016

Ginevra, Svizzera

Giovedì 28 aprile noi alunni partecipanti allo scambio linguistico e culturale con la Francia abbiamo visitato Ginevra, città svizzera del cantone francese. Ginevra dista circa 41 chilometri da Annecy, quindi è abbastanza vicina. Siamo partiti dal parcheggio del Collège La Mandallaz verso le 8 del mattino col nostro autobus e, durante tutto il viaggio, abbiamo chiacchierato e giocato a carte. Il professor Orlandini ha colto l’occasione per consegnare i questionari che avremmo compilato durante la visita della città svizzera.

IMG_3109 Quando siamo arrivati a destinazione alla nostra sinistra si innalzava il Museo della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Musée de la Croix-Rouge e du Croissant-Rouge), mentre a sinistra si poteva vedere il palazzo Ariana, sede del museo di arte ceramica e vetraria, e vicino ad esso la statua di Mahatma Gandhi. Vicino alla fontana del palazzo i professori Yves Orlandini e Julian Pregevole (professore di italiano della scuola francese) ci hanno presentato Ginevra dando informazioni sul Lago Léman, comunemente detto Lago di Ginevra, sulla geografia della città, sulla popolazione e sulla religione protestante, perché proprio qui si rifugiò e praticò le sue idee Giovanni Calvino, uno dei massimi, esponenti assieme a Lutero, del Protestantesimo. Dopodiché siamo passati alla statua di Gandhi: è presente a Ginevra, perché egli era un personaggio pacifico, come lo è la confederazione elvetica.

Appena finita questa breve introduzione siamo entrati nel Museo della Croce Rossa, all’interno del quale il personale ci ha fornito dei dispositivi dotati di cuffie per la nostra visita interattiva. Abbiamo salvato un villaggio da un’inondazione utilizzando un’applicazione interattiva e facendo gioco di squadra, ascoltato dei testimoni virtuali, guardato un video sulla prevenzione, osservato le conseguenze delle guerre, visto un piede enorme che calpestava i diritti umani, osservato le foto di persone che cercavano i propri parenti o di bambini vittime del genocidio in Ruanda e della guerra serbo-bosniaca. Siamo passati attraverso una stanza piena di catene, rappresentanti gli ostacoli della vita. Mi è piaciuta moltissimo la visita a questo museo, perché mi ha permesso di vedere situazioni di vita che non avevo mai immaginato.

 La nostra visita è continuata sul Lago Léman, sulle cui sponde è morta l’Imperatrice d’Austria Elisabetta di Baviera, meglio conosciuta come Pricipessa Sissi. L’imperatrice, dopo aver soggiornato in incognito presso l’hotel Beau Rivage, tuttora esistente, fu accoltellata al cuore, a tradimento, da un anarchico. Riuscita a scappare all’assassino, Sissi si imbarcò sul battello che avrebbe dovuto portarla via da Ginevra; poco dopo la partenza si accasciò e mori. Ciò che mi è più piaciuto del lago, oltre la sua bellezza incomparabile, è stato il Getto d’Acqua (Jet d’Eau), alto circa 140 m. Questo getto va alla velocità di 250 km/h e una goccia per fare tutto il percorso impiega solo 16 secondi.

IMG_3133 In seguito abbiamo visito il monumento Brunswick, molto simile alle tombe degli Scaligeri a Verona. Vicino ad esso c’erano due leoni e due aiuole con fiori viola e rossi davvero graziosi. Poi siamo passati su un ponte “traballante” e abbiamo visto l’Orologio dei Fiori.

L’Horologe Fleuri rappresenta proprio gli orologi, uno degli aspetti più conosciuto della Svizzera, oltre al cioccolato, alle banche e ai coltellini. L’orologio è costituito da una prato di fiori e viene regolato dai satelliti. Vicino ad esso si trova la statua nazionale: raffigura due donne che rappresentano l’unione della Svizzera come Stato. Le donne che fecero da modelle erano savoiarde, quindi la statua all’inizio è stata molto criticata.

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All’ora di pranzo abbiamo fatto un pic nic su un prato vicino all’orologio fiorito; approfittando della pausa, abbiamo fatto una sorpresa al professor Orlandini, perché era il suo compleanno, e gli abbiamo regalato uno striscione e dei cioccolatini. Il professore si è commosso e pensiamo che la sorpresa gli sia piaciuta.

Abbiamo ripreso la nostra camminata per andare a vedere il Museo storico dell’arte e della storia svizzera e la Chiesa protestante in cui si trova il trono di Calvino, entrambi luoghi affascinanti. In particolare la chiesa aveva stili diversi, ovvero il neoclassico e il gotico. Dopo ci siamo seduti sulla panchina più lunga del mondo (120 m) e abbiamo osservato degli ippocastani molto antichi, dal quel che ho capito secolari. Uno di essi era persino sorretto da due pali di metallo, trovandosi sopra ad una strada rischiava di cadere e di far del male a qualcuno; essendo antico, è ancora più importante salvaguardarlo.IMG_3232 Dopo aver sceso un lunga scalinata, abbiamo attraversato la strada e osservato il Muro dei Riformatori, un monumento scolpito nella roccia, che raffigura quattro personaggi importanti del Protestantesimo: Giovanni Calvino, John Knox, Guglielmo Farel e Teodoro di Beza. Sul muro campeggia la scirtta: Post tenebras lux (dopo le tenebre, la luce). 

Per tornare al pulman, che era lontano circa 100 m, siamo passati vicino a un parco in cui erano stati collocati a terra alcuni scacchi molto grandi, che per un qualche strano motivo mi hanno colpito molto. In autobus, sulla via del ritorno, molti hanno finito di compilare il questionario relativo alla visita  appena effettuata.

La gita a Ginevra mi è piaciuta molto perché c’era un’aria di libertà e di diversità culturale che non si trova molto spesso. Dopo l’uscita, siamo tornati ognuno a casa col proprio corrispondente. Ma la giornata non era ancora finita e io in particolare sono uscita a fare una passeggiata la mia ospite, due sue amiche e le loro corrispondenti, Serena e Nicole. Mi sono divertita, ma ero anche molto stanca per la gita.

Anastasyia Sydorkevych, 3E

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