Vita da cani – recensione del film (Part two)

Disgrazia e fortuna, furbizia e ingenuità, malinconia, amore, balli, capriole, calci e schiaffi, poliziotti, una bombetta e… un cane!
Tutto questo rappresenta il film di Charlie ChaplinVita da cani“, uscito nel 1918, con Edna Purvince, Tom Wilson, e lo stesso regista Charlie Chaplin, che interpreta il famoso personaggio di Charlot.
Come indumenti in una lavatrice, i fatti si susseguono nel film veloci e inaspettati. La storia è ambientata in America nel primo dopoguerra.

Chaplin è un vagabondo che vive in una piccola discarica e compie numerosi furtarelli per sopravvivere. Un giorno incontra un piccolo cane abbandonato che viene inseguito da altri cani randagi e lo salva, nonostante venga morso e perda le mutande! Si rifugia poi in una locanda dove incontra una ragazza povera come lui, che lì si esibisce come cantante; i due si siedono ad un tavolo per conoscersi, ma, non potendo ordinare nulla perché squattrinato, Charlot viene cacciato fuori.
Ritornando alla discarica, il cane trova un portafogli rubato, nascosto precedentemente da due ladri, che l’avevano sottratto a un ricco signore ubriaco.
Chaplin torna alla locanda, e dopo altre peripezie e gag divertentissime, propone alla ragazza di vivere con lui, il cane e i suoi cuccioli, una vita migliore in campagna. Così si conclude il film.

Charlie Chaplin, oltre ad essere attore protagonista, ricopre anche il ruolo di sceneggiatore, dirige e partecipa al montaggo del film del quale scrive la colonna sonora.
Dato che nel 1918 siamo ancora agli albori del cinema, il film è muto e le vicende sono accompagnate da una semplice colonna sonora, mentre il ritmo di girata è molto veloce (il che rende le scene notevolmente più divertenti).

Nella commedia, il cui titolo originale è ” A dog’s life “, traspare molto il senso di drammaticità di Charlot: i suoi film, oltre che per far ridere, sono girati anche per far riflettere su alcuni aspetti della società dell’epoca. Ad esempio i poliziotti sono presenti in tutti i suoi film come denuncia per l’incapacità di distiguere tra chi ruba per fame da chi lo fa per arricchirsi a scapito di altri.

Charlot è un personaggio buffo e divertente, con la solita bombetta in testa, i pantaloni sformati, la giacchetta aderente e un numero di scarpe abbondante ma tramite lui Chaplin ci mostra la vita di uno dei tanti poveri del dopoguerra costretto a vivere di espedienti nei bassifondi di una città americana. Egli riesce perfettamente a calarsi nel personaggio e grazie alla sua mimica facciale strappa un sorriso con gesti semplici e puliti e senza proferire parola.
Questo film è adatto sia ad un pubblico giovane che ad un pubblico adulto in quanto fa riflettere sulla povertà di un tempo ma è anche divertente; è “drammatico” ma si conclude in serenità e armonia.

Classe 1 A
A.S. 2012-13

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Vita da cani - recensione del film (Part two), 8.7 out of 10 based on 15 ratings