“La Parola Liberata dalle Mafie”

Questo libro è stato scritto da Aselli, Donati, D’Apice, Gentilini, Malaguti, Ndrejoni,Tabellini, Pistinizi, Passuti: tutti studenti dell’Istituto Tecnico Salvemini di Casalecchio Di Reno, in provincia di Bologna. In questa scuola è nato un laboratorio denominato “Teatro per la Legalità”, un bellissimo progetto con la collaborazione di Alessandro Gallo, nato a Napoli, un giovane molto simpatico di 36 anni ma che di aspetto ne dimostra 20, figlio di un boss della Camorra che ora è in prigione.
Il libro raccoglie i racconti scritti dagli studenti, la loro intenzione è quella di spiegare a noi tutti cosa sono le mafie e che esse non sono diffuse solo al sud Italia, come invece molti credono, ma anche in molte zone del nord Italia, purtroppo!
Per realizzare questo libro i ragazzi si trovavano di loro spontanea volontà dopo la scuola, per documentarsi sulle mafie guardando film, leggendo la rassegna stampa, ascoltando storie di vissuti personali, guidati da Alessandro, loro istruttore.
Il racconto che mi è piaciuto di più è il primo: “Tra Cadaveri e Supporti Cartacei”, scritto dall’unico maschio presente nel gruppo degli autori, Francesco Aselli da Bolzano. Il brano non racconta nulla di macabro… …anzi! La storia è ambientata a Bolzano e parla di un ragazzo di nome Luigi Loielo soprannominato “Giggino tre dete” perché quando era piccolo, nel tentativo di far esplodere un petardo si era fatto saltare due dita della mano, per esattezza mignolo e pollice.
Il padre di Giggino era in prigione per aver ucciso due ladri; quindi a Luigi era mancata una guida, già dalle elementari il bambino commetteva piccole malefatte che giorno dopo giorno si aggravavano, diventando anche reati gravi come omicidi.
Quando diventò più grande, e dopo aver lasciato la scuola, Luigi entrò a far parte di un clan mafioso e si innamorò di una ragazza che, a sua insaputa, era una prostituta. Luigi vive stando con lei per anni, pagandola, ma senza capire il perché. Quando lei gli dice, ad esempio, che vuole cambiare vita (riferendosi al lavoro) lui non capisce e va in giro a chiedere a tutti dove può trovare una nuova vita da donare alla ragazza…
Questa storia mi e piaciuta più delle altre perché la trovo comica e simpatica, anche se un po’ triste, ma con un buon contenuto, la morale infatti è molto importante: non bisogna mai lasciare noi ragazzi senza una guida adulta perché potremmo finire tutti come Giggino, privo di istruzione, a vivere senza regole, commettere reati, condurre una vita priva di senso e di prospettive.
Sono interessanti anche tutte le altre storie del libro; mi piacerebbe molto fare un laboratorio come questo nella nostra scuola, credo si possano imparare molte cose utili a farci vivere meglio.
Noi ragazzi, spesso, sulle mafie ci scherziamo ma non sappiamo che la mafia è un problema serio e grave che si sta diffondendo in tutti gli ambienti sociali, ad esempio anche il nostro vicino di casa potrebbe essere un mafioso da temere, o anche nella persona più ricca e più colta potrebbe nascondersi un camorrista arricchito, in un politico che utilizza le leggi a favore del suo clan, ecc.
L’unico modo per sconfiggere la mafia è quello di essere informati e saperla riconoscere, scegliere di stare sempre dalla parte della legalità, imparare dalla storia quanto è pericolosa e vicina a noi e che non è una realtà a parte.
Mafia, camorra…e poi si parla anche di ‘ndranghete…ma ci vorrebbe uno studio più approfondito per conoscere tutte le “mafie”, sono troppe e sono diffuse in tutta Italia; ma credo siano tutte la stessa cosa: organizzazioni criminali dove la gente che ne fa parte ha scelto di vivere costruendosi leggi proprie che vanno contro lo Stato.

N.B. per avere contatti e saperne di più vedi profilo su “Facebook”di Alessandro Gallo, tra i tanti, lo si può riconoscere dal logo della casa editrice, da lui fondata, “Caracò”.

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